Tallonite : come curarla e scarpe da usare

Tallonite : cosa e'?

La tallonite, anche detta fat pad syndrome, è molto comune nei runner. Rappresenta la seconda causa di dolore al tallone. Il cuscinetto adiposo calcaneare è un insieme di cellule di grasso il cui ruolo è quello di proteggere l’osso del tallone dagli shock. Questa struttura può irritarsi ed addirittura assottigliarsi se sottoposta ad uno stress eccessivo ed inusuale. 

Questa patologia è frequente nei corridori che hanno una tecnica di corsa caratterizzata da un appoggio di tallone, falcate ampie e passi pesanti. 

Tallonite : sintomi e come riconoscerla

I sintomi della tallonite sono dolore localizzato in corrispondenza del calcagno, inferiormente o lateralmente. Un test per riconoscere questa patologia è prendere il tallone ai lati pinzandolo tra il dito pollice ed indice. Se questa manovra produce dolore possiamo dire quasi con certezza di avere una tallonite. 

Spesso il dolore è molto acuto la mattina al risveglio ed ai primi passi per poi diminuire nel corso della giornata. Camminare sui talloni provoca dolore. Mentre il camminare sulle punte non lo evoca, questo è un test per differenziare una tallonite dalla fascite plantare.

IL MITO DELLA SCARPA AMMORTIZZANTE

Questo infortunio colpisce frequentemente i fondisti, i trail runner ma soprattutto i principianti.

Voglio raccontarti la storia di Benedetta. Ragazza di 35 anni che si è avvicinata da qualche mese al mondo della corsa con l’obiettivo di rimettersi in forma. Benedetta ha iniziato a correre senza seguire una tabella specifica od aver interpellato un preparatore atletico. Seguiva le sue sensazioni. Utilizzava scarpe tendenti al massimalismo di marca Asics consigliatele in un negozio sportivo. 

Le scarpe massimaliste hanno la caratteristica di avere una suola molto alta nella zona posteriore ed un alto drop. Sono poco flessibili e spesso hanno inserti termoplastici per la stabilizzazione del piede. Tutti questi aspetti la fanno essere una scarpa molto pesante. Spesso vengono consigliate ai principianti od alle persone in sovrappeso. Vi è la falsa credenza comune che maggiore è lo spessore della suola e maggiore sarà l’assorbimento degli impatti con il suolo.

IL MONDO REALE

In realtà nel mondo reale avviene l’esatto opposto. Maggiore è lo spessore della suola, maggiore il drop e più sarà la tendenza ad avere un appoggio di tallone. Questo tipo di appoggio è meno efficiente rispetto ad un appoggio di mesopiede. Riduce l’effetto di ammortizzazione e genera un momento di frenata ad ogni appoggio. Il risultato? aumentare lo stress nelle zone del tallone, ginocchio, anca e schiena.

Infatti Benedetta, dopo qualche mese dall’inizio dell’attività, ha iniziato ad avvertire un dolore al tallone destro. Sperando si trattasse di una condizione passeggera ha continuato i suoi allenamenti. Il dolore non passava, anzi, diveniva sempre più intenso al mattino e fastidioso anche durante il cammino.

TALLONITE : COME CURARLA

Per prima cosa abbiamo avuto un colloquio volto a quantificare lo stress meccanico dei suoi allenamenti e comprendere i sintomi. Facendoci un’idea delle possibili patologie. Successivamente abbiamo effettuato dei test per identificare e differenziare tra le varie ipotesi di infortunio. 

Dall’esame obiettivo è risultata una fat pad syndrome o tallodinia, quella che nel gergo comune viene definita tallonite. 

Il primo passo è stato quello dell’educazione. Ovvero discutere assieme della prognosi, delle cause, di come affrontare la patologia e di come proseguire con l’attività sportiva.

COSA FARE NEI PRIMI GIORNI

Abbiamo convenuto di non fare uso di ghiaccio e farmaci antinfiammatori. Il loro apporto sulla riduzione del dolore è trascurabile, ma nel lungo termine interferiscono sulla qualità della guarigione dei tessuti. E’ stato consigliato l’utilizzo di talloniere in gel soltanto per un breve periodo. Per il cammino e non per l’attività fisica, in modo da ridurre il carico al tallone. 

L’attività sportiva non è stata interrotta. E' stata ridimensionata ed è stato impostato un programma progressivo per aumentare gradualmente la tolleranza allo stress. 

RIMEDI SUCCESSIVI AI PRIMI GIORNI

Con Benedetta abbiamo effettuato un test di analisi biomeccanica della corsa per valutare la sua tecnica. La prova ha rilevato un appoggio di tallone bilateralmente ed una cadenza di 160 passi al minuto. Insieme abbiamo intrapreso un percorso riabilitativo con esercizio terapeutico volto a migliorare la tecnica di corsa e aumentare gradualmente la capacità di carico. Ovvero la capacità del fisico di sopportare man mano stress maggiori. 

Sono state indicate delle scarpe lievemente più minimaliste. Diminuendo in modo automatico lo stress applicato al proprio fisico durante la corsa. E' stato consigliato come introdurle progressivamente.

CONCLUSIONI

In breve tempo Benedetta ha risolto il suo problema ed ha continuato la sua attività sportiva con una tecnica di corsa migliore e maggior consapevolezza.

Inoltre abbiamo discusso di come incrementare gradualmente il carico di lavoro durante gli allenamenti in modo da ridurre il rischio di infortuni.

L’approccio terapeutico che abbiamo avuto ha permesso di non interrompere l’attività fisica preferita, aspetto fondamentale per ogni sportivo. Inoltre è stata migliorata la tecnica di corsa, diminuendo lo stress stelle strutture infortunate e riducendo il rischio di infortunio durante la corsa. Oltre a questi aspetti, il runner ha appreso utili nozioni per gestire in modo adeguato il carico di lavoro durante gli allenamenti.

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