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Benvenuto! Molto probabilmente mi hai trovato cercando fisioterapia Firenze o fisioterapista Firenze. Sei curioso di sapere chi sono e cosa posso fare per te? Naviga nel mio sito. Se sei un runner ti consiglio di dare un occhio anche al mio blog ed alla mia pagina facebook, troverai molti consigli utili, iscriviti per rimanere aggiornato.

Mi occupo di mal di schiena e cervicale, attraverso l’utilizzo di tecniche specifiche supererai presto le difficoltà. Dolore alla spalla o al ginocchio? Hai difficoltà nei movimenti? Non riesci a riposare bene? Posso aiutarti con dolci mobilizzazioni ed esercizi mirati a ritornare attivo e felice come eri.

Mi dedico anche alla Riabilitazione dello Sportivo, in particolar modo del runner. Valuto la postura, la corsa e la scarpa per prevenire infortuni ed aiuto a recuperare velocemente per farvi ritornare al vostro momento di libertà.

Se pensi che possa aiutarti con la mia competenza contattami.

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Correre su tapis roulant : è come correre per strada?

Correre su tapis roulant è come correre per strada? Molti runner si sono posti questa domanda ed ovviamente la risposta è no, non è la stessa cosa. Ma esiste un modo per rendere queste due attività più simili tra loro? La risposta è si. I due modi di correre differiscono in primo luogo da un punto di vista della propriocezione. Sul tapis roulant la superficie è sempre liscia, piatta, mentre in strada cambia continuamente, stimolando così il nostro corpo ad adattarsi costantemente per mantenere l’equilibrio. Altra differenza è che correre su tapis roulant è la strada sotto di noi a scorrere, ciò che ci circonda rimane invariato, mentre nella corsa all’aria aperta siamo abituati a veder scorrere il paesaggio mentre ci muoviamo. Infine, da un punto di vista fisiologico, correre su tapis roulant, a parità di velocità ed inclinazione rispetto alla corsa in esterno, è meno faticoso. Come correre su tapis roulant? Il tapis roulant però ci può essere di aiuto quando le condizioni meteo sono veramente avverse da non permetterci la corsa all’aria aperta, soprattutto in inverno. Ma se correre su tapis roulant è meno faticoso, chi segue delle tabelle di allenamento, come può rimanere il più vicino possibile al programma? Occorrerebbe un metodo di conversione corsa esterno – corsa tapis roulant! E se questo esistesse veramente? L’Università degli Studi di Milano assieme all’Université Bourgogne Franche-Comté hanno condotto uno studio il cui scopo era quello di comparare le risposte fisiologiche durante 15 minuti di corsa intermittente consistente in 30 secondi di corsa ad alta intensità alla massima velocità aerobica intervallata da 30 secondi di recupero passivo, svolta all’aperto e su un tapis roulant. Gli studiosi hanno osservato una sottostima statisticamente significativa del consumo di ossigeno (VO2), del tempo al di sopra del 90% VO2 max e della valutazione soggettiva dello sforzo percepito, durante i 30 – 30 svolti sul tapis roulant rispetto allo stesso allenamento effettuato in pista. Inoltre hanno evidenziato che non vi sono differenze statisticamente significative tra l’allenamento 30 – 30 con + 15% della massima velocità aerobica su tapis roulant rispetto all’allenamento 30 – 30 svolto in pista. Il presente studio dimostra quindi che un incremento del 15% della velocità durante un training intermittente ad alta intensità su tapis roulant è la soluzione ottimale per raggiungere le stesse risposte fisiologiche di un allenamento all’aperto. Questa notizia può essere di aiuto a chi vuole rispettare un piano di allenamento. La mancanza di stimolazione propriocettiva che si ha svolgendo una corsa su tapis roulant può essere implementata con un allenamento mirato separatamente.    

Sindrome del piriforme o ernia: vediamo come possiamo distinguerle!

Sindrome del piriforme o lombosciatalgia? sindrome del piriforme: cos’è? Sindrome del piriforme, spesso ci capita di sentire questo termine da chi ha un dolore che dal gluteo si irradia sulla gamba. La differenza nei sintomi tra la sindrome del piriforme ed un ernia lombare e quindi una vera e propria lombosciatalgia è minima, per questo motivo dobbiamo essere molto prudenti. Perché si somigliano così molto? Tutto sta nell’anatomia del piriforme. Questo muscolo origina dal sacro e si inserisce sul femore. La sua particolarità sta nel fatto che è a stretto contatto con il nervo sciatico e quindi se è contratto irrita anche quest’ultimo dando origine ad una simil sciatica. sindrome del piriforme: epidemiologia La sindrome del piriforme ha una statistica del 6% circa su tutte le problematiche che hanno sintomi simili. Per cui vuol dire che su 100 persone che lamentano dolore al gluteo con irradiazione all’arto inferiore, solo 6 di queste ha realmente la sindrome del piriforme. Inoltre il rapporto tra uomini e donne è di 6:1. sindrome del piriforme: come riconoscerla? Se il dolore dal gluteo si irradia alla gamba e scende sul polpaccio ed a volte fino al piede siamo di fronte ad una vera lombosciatalgia, il piriforme in questo caso è innocente, poiché l’irradiazione del suo dolore arriva al massimo fino al ginocchio. Potete mettervi in posizione supina, fatevi sollevare la gamba distesa con il piede a martello da un’altra persona. Se compare il dolore noto con irradiazione alla gamba è positivo per lombosciatalgia, spesso per confermare il test, se mantenete la gamba nella posizione in cui sono comparsi i sintomi e poi lasciate il piede il dolore tende a scomparire. Il test è considerato positivo se il dolore e l’irradiazione compaiono tra i 30° ed i 60° di flessione della gamba. Se in questo modo non è comparso dolore potete provare questa manovra: sollevate sempre la gamba distesa con piede a martello, inoltre portatela verso l’interno e ruotatela internamente. Se in questo modo compare il dolore siamo di fronte alla sindrome del piriforme. Altri test per scovare la sindrome del piriforme Test di Freiberg: in posizione prona, con le ginocchia piegate a 90°, ruotare le gambe verso l’esterno. Positivo se compare dolore. Test di pace: mettetevi seduti, ginocchia lievemente divaricate, spingete esternamente contro la resistenza data da un’altra persona. Se compare dolore è positivo per sindrome del piriforme. Test di Beatty: mettetevi sul fianco non dolente e sollevate la gamba con il ginocchio flesso verso l’alto. Se compare dolore al gluteo è positivo per sindrome del piriforme, se compare dolore alla schiena od irradiato alla gamba è positivo per lombosciatalgia. Comunque, prima di intraprendere rimedi fai da te, se il dolore persiste, fatevi valutare da un bravo fisioterapista o medico.

Mal di schiena quando corri? sai che alcune scarpe possono aiutarti?

Mal di schiena mentre corri? Che scarpe utilizzare? Se soffri di mal di schiena durante la corsa o successivamente a questa devi assolutamente leggere questo articolo! Dei ricercatori dell’Università del Nevada, a Las Vegas, hanno scoperto che già con un periodo di allenamento con scarpe minimaliste di 4 settimane si hanno enormi benefici per il mal di schiena. In particolare modo, l’utilizzo di scarpe minimaliste, ha migliorato la postura del runner facendogli assumere una posizione più eretta, diminuendo così la contrazione dei muscoli paravertebrali. Un’appropriata attivazione muscolare durante la corsa facilita la coordinazione tra la colonna lombare, il bacino e le anche ed aiuta a stabilizzare il rachide in risposta alle forze di reazione del suolo durante la fase di appoggio. Invece, una eccessiva attivazione dei muscoli paraspinali lombari è segno di una disfunzione e questo aumento di contrazione può portare ad un incremento del carico alla colonna vertebrale e quindi a dolore. Inoltre gli studiosi hanno notato che i runner dopo il periodo di training avevano cambiato la loro tecnica di appoggio del piede spostando il carico dal tallone all’avampiede, attenuando così le forze di reazione del suolo, in maniera del tutto naturale, senza che fosse stato richiesto. Quindi se non vuoi più sentire dolore e vuoi correre liberamente senza impedimenti inizia a scegliere le scarpe giuste! Se vuoi dei consigli contattami! Leggi anche gli altri utili articoli sul mal di schiena, come: Ti hanno sempre detto che la corsa danneggia la schiena? E tu, ci credi? Core Training per il Running: cosa dice la scienza? Tecnica di corsa: come appoggiare il piede?      

Core Training per il Running: cosa dice la scienza?

CORE TRAINING PER IL RUNNING: CHE COS’E’ E QUANTO E’ UTILE? Che cos’è il core training o allenamento del core? Il core, nucleo o centro, è un gruppo di muscoli che garantisce la stabilità della parte centrale del nostro corpo. I muscoli che ne fanno parte sono il Trasverso dell’addome, il Multifido, il Diaframma ed i muscoli del Pavimento Pelvico. Il loro ruolo è stabilizzare la colonna vertebrale ed il bacino in modo da permettere i movimenti con gli arti, sia superiori che inferiori. Un recente studio uscito a gennaio 2018 ha valutato le conseguenze che avvengono correndo con muscoli del core deboli. Spesso gli atleti, soprattutto non professionisti, dimenticano di allenare od allenano male questi muscoli che però sono molto importanti. Se la loro funzione non è efficiente ne risulta un carico alterato sulla colonna, uno sforzo anomalo di altri muscoli che compensano la loro debolezza fino addirittura ad arrivare ad una vera e propria lesione delle strutture del rachide. Tutte queste condizioni si associano a mal di schiena. Il muscolo che principalmente compensa la debolezza del core è il lunghissimo del dorso superficiale, lavorando più del dovuto ed in modo alterato si può contrarre e generare quindi dolore. Il muscolo che invece contribuisce maggiormente al controllo della cinematica della corsa è la parte più profonda dell’erettore della colonna, il Multifido. Con una debolezza dei muscoli del core aumenta il carico in compressione su tutte le vertebre lombari, soprattutto su quelle alte. Lo studio ha dimostrato che con core non efficiente il carico aumenta del 15% sui corpi vertebrali lombari alti e dell’8% sui corpi delle vertebre lombari basse. In conclusione un core debole espone il runner a rischio di mal di schiena! Quindi prenditi cura di questi muscoli, inizia ad allenarli con il core training o con altre discipline che abbiano sempre un occhio di riguardo per questi muscoli, come ad esempio il pilates! Prossimamente vedremo come… Intanto, potresti prendere spunto da questi libri:      

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